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Infante Dom Henrique de Avis era un uomo con il gusto per l’avventura. Prima della sua nascita, nel 1394, i corsari barbareschi avevano utilizzato per decenni il porto marocchino di Ceuta per lanciare attacchi al suo nativo Portogallo, catturandone gli abitanti e vendendoli al mercato degli schiavi in Africa. Henrique –  o Enrico il Navigatore, come divenne famoso in seguito – capì la necessità di un intervento e sferrò un coraggioso e temibile attacco al porto nemico.

Ceuta oggi

Incoraggiato da questo successo, il giovane Henrique decise di pensare ancora più in grande. Sotto il suo benestare, gli esploratori portoghesi si spinsero fino alla costa occidentale dell’Africa, raggiunsero Madeira e arrivarono fino alle Azzorre. Era l’alba degli imperi europei e la lingua portoghese iniziò a diffondersi in tutto il mondo.

Sette secoli più tardi, il sole sui grandi imperi è tramontato da tempo, ma non senza aver cambiato il panorama linguistico mondiale per sempre. La prima lingua a salpare dalle coste europee è oggi molto più importante di quanto lo sia stata per secoli… e proprio come nei tempi passati, i principali artefici di questo successo sono gli scambi commerciali.

Il nuovo impero portoghese

I minerali e il petrolio sono tra le principali materie prime esportate dall’Africa di lingua portoghese e tutti quelli che desiderano inserirsi in questo mercato dalle grandi prospettive, beneficeranno ampiamente della capacità di parlare questa lingua. L’Angola, ad esempio, ha una delle economie in maggiore espansione del mondo, alimentata dalla seconda riserva di petrolio del continente.

Parlare inglese non è abbastanza a Luanda, una capitale in piena rinascita dopo una lunga e sanguinosa guerra civile (la bandiera nazionale del paese raffigura ancora un machete). Anche se le infrastrutture si stanno sviluppando velocemente e un numero crescente di lavoratori da altri paesi europei sta rendendo la città sempre più internazionale, è innegabile che la capacità di parlare il portoghese rappresenti un vantaggio considerevole.

Alex, impiegato in un’importante compagnia di spedizioni, sostiene che la conoscenza di questa lingua è fondamentale per chiunque lavori nel settore del turismo, dei trasporti e della logistica nel mondo di lingua portoghese. Anche se i top manager nel settore dell’import/export parlano inglese, “è molto importante conoscere la lingua locale, se si desidera comunicare anche con il personale meno qualificato”. Alex riscontra inoltre un gap generazionale: le persone al di sotto dei 40 anni parlano l’inglese molto di più rispetto ai loro colleghi più anziani. Anche di fronte a manager poliglotti, “le persone si sentono più a loro agio nel parlare la propria lingua e questo significa che, in fase di negoziazione, si può iniziare subito con il piede giusto”.

Diversamente dall’Angola, il Mozambico non ha un machete sulla sua bandiera, ma una zappa e… un fucile d’assalto AK-47. Anche questo paese sta risalendo la curva economica dopo la fine della guerra civile nel 1992 ed è oggi uno dei principali esportatori di carbone e di gas naturale del mondo, ma le condizioni restano comunque particolari. Vi sentireste a vostro agio a lavorare nel mondo degli affari senza parlarne la lingua locale?

Il portoghese non è sempre la madrelingua degli abitanti dell’Angola e del Mozambico (o della Guinea-Bissau e di Capoverde, per restare in tema), ma è largamente utilizzata nel settore degli affari e funge da lingua franca tra le diverse comunità locali.

Jean-Pierre Conus, vice-presidente di INNSECO SA, lavora con l’Angola da oltre 15 anni, di cui 7 vissuti a Luanda. Prima di partire per l’Angola, parlava già spagnolo e pensava che avrebbe potuto cavarsela anche senza studiare il portoghese. A distanza di tempo, oggi lo considera “un terribile sbaglio”, che lo ha portato a “parlare un Portuñol”, una sorta di miscuglio tra le due lingue. “Basandoci su questa esperienza e sul mio ruolo di manager”, continua, “ci assicuriamo di formare il nostro personale in modo adeguato per lavorare agevolmente in un ambiente di lingua portoghese e lo studio in immersione è sicuramente la soluzione più efficiente per velocizzare l’apprendimento della lingua”.

Dopo aver assunto di recente un nuovo membro dello staff, che lavorerà ad un progetto legato all’Angola, INNESCO ha organizzato un corso di lingua portoghese di 4 settimane a Lisbona con ESL – Soggiorni linguistici. “Oggi è possibile avere un membro dello staff che studia part-time all’estero per alcune settimane, restando comunque in contatto con l’ufficio” racconta Jean-Pierre.

Lo studente modello

Se le antiche colonie portoghesi in Africa hanno bisogno di un modello che indichi loro la strada, possono guardare a ovest verso il Brasile… dove la bandiera nazionale celebra Ordem e Progresso (ordine e progresso) piuttosto che le armi rivoluzionarie.

La strada verso il progresso di una delle nazioni più grandi e lussureggianti del mondo è stata tutto tranne che facile, ma oggi spicca tra le principali potenze economiche quando si tratta di prendere decisioni a livello internazionale. Difficile non notare l’incredibile crescita economica del Brasile negli ultimi decenni.

Per gran parte del XX secolo, il Brasile è stato considerato il posto dove andare a far festa: un paese famoso per la musica, il calcio e uno stile di vita sensuale. Il Brasile di oggi ha conservato tutti questi aspetti culturali fondamentali, ai quali ha affiancato però una nuova serietà: pensate, ad esempio, agli sforzi intrapresi dalla presidente Dilma Rousseff per ripulire il paese dalla corruzione e sviluppare delle infrastrutture adeguate.

Le regolari proteste nelle strade del Brasile sono sintomo di progresso, non di regressione: il popolo si sente in diritto di chiedere un buon governo in linea con lo sviluppo economico.

Il Brasile del XX secolo è una terra di opportunità per i lavoratori stranieri e per gli investitori, ma è necessario parlare portoghese per poterne approfittare. In Brasile vive più dell’80% di parlanti di lingua portoghese del mondo.

Alexandra Borges de Sousa, managing director di CIAL Centro de Linguas di Lisbona, afferma che i tipici studenti di un corso di portoghese business sono “professionisti che vivranno e lavoreranno in un paese lusofono”. Con una richiesta sempre maggiore di corsi di portoghese brasiliano, la scuola ha assunto un numero maggiore di insegnanti dal Brasile per incontrare le necessità degli studenti.

La domanda di corsi di portoghese è tuttavia molto più ampia: “ci sono varie organizzazioni umanitarie che lavorano nei paesi di lingua portoghese dell’Africa e abbiamo molti operatori di queste organizzazioni che vengono da noi a studiare”. La scuola offre lezioni che si focalizzano sulla salute pubblica, sulla pesca, sulle istituzioni governative e pubbliche, sulla diplomazia e sulle assicurazioni.

Il dolce suono dell’opportunità

Chiamata “lingua dolce e gentile” da Cervantes, il portoghese suonerà familiare ai parlanti delle altre lingue neolatine. In più, non dovrete preoccuparvi troppo delle differenze tra il portoghese parlato in Europa, in America Latina e in Africa: infatti, anche se le lingue hanno alcune piccole differenze a livello di vocabolario e di pronuncia, la grammatica e gran parte del lessico rimangono identici.

Con la “crescente proiezione internazionale” del portoghese negli ultimi anni, Alexandra sostiene che il tipico profilo di uno studente di lingua è molto più ampio rispetto a prima. “Ultimamente, abbiamo accolto moltissimi giovani studenti (18-23 anni) che vogliono imparare il portoghese perché è una lingua “trendy”, ma anche perché è un ottimo investimento per il loro futuro”.

Jean-Pierre di INNESCO si è innamorato del portoghese ricordando che, anche se il suo approccio è stato dettato da una necessità concreta, è rimasto “subito affascinato dalla bellezza della lingua e dall’incredibile ricchezza culturale del mondo lusofono”. Oggi la considera la sua “lingua del cuore”.

Pensiamo che il modo migliore per imparare il portoghese sia attraverso un’esperienza in immersione, in Portogallo come in Brasile. Un dato è certo: il portoghese sta diventando sempre più importante e può rivelarsi un autentico vantaggio per la vostra carriera.

Crediti fotografici: Ceuta desde Monte Hacho di Victor Fernandez Salinas via CC, Besøk hos FMC i Angola di Utenriksdepartementet UD via CC, Carnaval 2010 Governador Jaques Wagner e a ministra Dilma Rousseff no Camarote Campo Grande di GOVBA via CC.
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Le mappe e le carte geografiche possono cambiare la vostra prospettiva della vita. Eccovi alcune mappe che vi offriranno un nuovo punto di vista sul mondo:

Chi parla il maggior numero di lingue straniere?

Ben fatto Lussemburgo!

Fonte: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_386_en.pdf

Diffusione dei capelli rossi

Immagine: James McInerny

Mappa della birra in Europa

Via imgur

Traffico aereo mondiale

I cognomi europei più comuni

Da imgur

La seconda lingua più parlata in ciascun paese

Il Belgio e la Svizzera sono paesi multilingue. Il francese è la “seconda” lingua in Belgio, perché una parte della popolazione belga parla il fiammingo come madrelingua (questi dati derivano da un rapporto dell’Eurobarometro). La Svizzera pubblica i dati sulle lingue parlate in ambito domestico e professionale, ma non delle statistiche precise sullo studio di una seconda lingua a livello nazionale.

Fonti:

http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_386_en.pdf
http://www.coe.int/t/DG4/linguistic/Source/Country_Report_Norway_EN.pdf
http://www.index.hr/vijesti/clanak/istrazivanje-tri-posto-visokoobrazovanih-ne-zna-niti-jedan-strani-jezik-hrvati-uglavnom-znaju-engleski/545687.aspx
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/en/index/themen/01/05/blank/key/sprachen.html

Ore di luce all’anno


Da imgur

Sistemi di scrittura nel mondo

Versione originale (più grande) su Wikipedia

Mappa dei fulmini nel mondo

Da imgur

Il mondo “sottosopra”


Via Flickr

Diffusione di gruppi di musica Metal per paese

Sport più popolari

Da imgur

Dove piove di più?

Fonte: http://chartsbin.com/view/1425

L’Impero Britannico nel 1897 (paesi in rosa)

Fonte qui

Mappa del mondo riorganizzata per numero di abitanti

Versione più grande qui

Chi fa più bambini?

Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Total_fertility_rate

 

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Mappe del mondo – una nuova prospettiva

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